Non ero in forma, lo ammetto. Ma forse non lo è nessuno, in questo tempo che pare aver perso la capacità di carburare moralmente.
Navighiamo immersi in un sistema che sanguina da ogni parte, un’emorragia nel sistema sanitario dell’anima collettiva, si curano i corpi, ma non più le coscienze. La crisi di mezza età dell’umanità è ormai palese un mondo adulto che non sa più tangere la verità, che ha denunziato la propria stessa origine spirituale.
Il presente è diventato asfissiante, un tempo senza respiro, dove le rapide discese della morale si confondono con le ruberie di chi fa cresta su tutto, anche sulla dignità.
Con buona pace del bene comune, i palazzetti zeppi di grana celebrano il successo come nuova liturgia, mentre i silenziosamente sordomuti, coloro che vedono ma non parlano, assistono alle follie generalizzate di una società che ha smarrito il senso del limite.
L’etica è stata denunziata come un ostacolo al profitto.
Le assenze estremizzate di compassione e di giustizia profilano un mondo dove il male non è più riconosciuto come tale, ma solo come strategia vincente.
Si profilano eticamente nuovi codici di comportamento, dove la parola “bene” è sostituita da “utile”, e la parola “amore” da “vantaggio”.
In questo scenario, sembra che restino solo farabutti truffaldini, ma non è così.
C’è ancora chi resiste, chi non si rassegna alla asfissiante "banalità del male", chi crede che la verità non sia un concetto astratto ma una persona, Cristo, che si può ancora incontrare.
La fede, se vissuta con autenticità, è l’unico antidoto alla dissoluzione morale. Essa non promette palazzetti pieni, ma cuori pieni di senso.
Tangere la luce oggi significa scegliere la sobrietà in un mondo di eccessi, la giustizia in un tempo di ruberie, la misericordia in un’epoca di vendette.
Significa credere che la crisi di mezza età del mondo non è la fine, ma l’inizio di una conversione possibile.
Perché ogni emorragia può essere curata, Il mondo odierno non è perduto è solo disorientato.
Ma per ritrovare la via, occorre rimettere l’etica al centro, non come codice morale, ma come gesto di Amore.
Solo così la società potrà tornare a carburare, non di denaro, ma di spirito.
Francesco Iannitti
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